La solitudine dei numeri primi

Di Giorgio Terruzzi

Nelle concitatissime settimane che hanno preceduto la terza prova del mondiale, forse quello che balza maggiormente agli occhi è il relativo silenzio di Pinzone, che si è limitato a pochi, circostanziati commenti in occasione delle riunioni ufficiali del piloti. Un uomo solo al comando, verrebbe da dire. La concentrazione del siciliano è proverbiale, e questo ha senza dubbio contribuito a determinarne il relativo isolamento dell’ultimo periodo, ma sembra che alla base del suo basso profilo ci sia altro, forse la consapevolezza che adesso è ufficialmente lui l’uomo da battere, e che tutti gli altri piloti umanamente lo guardano con un misto di ammirazione e antipatia. Certo, il Barone Volante ha sempre fatto dell’asperità del carattere una cifra stilistica ben precisa, e non è uomo di facili compromessi né ha mai nascosto o sminuito le personali simpatie e antipatie. Ci sembra però che oggi come non mai questo modo di essere naturale sia diventato una sorta di “strategia coatta”, di “male necessario” che Pinzone, astuto e prudente, ha scelto di adottare per scrollarsi di dosso la troppa pressione e le aspettative eccessive. Se la strada del silenzio stampa e degli interventi centellinati in sede di riunione piloti pagherà o meno ce lo diranno domani le curve e i rettilinei di Rastellino.